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Il nome 'Iran' ha origine dalle popolazioni indoeuropee che al tempo delle grandi migrazioni vennero a stanziarsi in questo altipiano e, per quanto certamente differenziate in varie stirpi, portavano il nome comune di 'Arii'.
Tale nome, risalente al periodo della comunità indoeuropea, ebbe assai probabilmente in origine il significato di 'buono', 'nobile'.
Nel periodo della comunità indo-iranica venne a designare più propriamente la casta dominante, la nobiltà, e quindi, in opposizione alle popolazioni di altra razza e lingua dei territori occupati, l'unità culturale ed etnica dei nuovi abitanti. Nelle iscrizioni degli Achemenidi il termine 'ariya' è usato per indicare i popoli di stirpe iranica in contrapposizione alle popolazioni indigene dell'altipiano. Dall'antico iranico 'ariyana' deriva la forma medio-persiana 'eran' ('iranico' in contrapposizione ad 'aneran', 'non iranico, straniero'), e da questa la moderna denominazione di Iran.


Geografia

L'Iran si trova in Asia Sud-Occidentale, e confina per via di terra con l'Armenia, l'Azebaijan e il Turkmenistan a Nord ( ove peraltro il limite è fornito per un tratto anche dal Mar Caspio), con l'Afghanistan ed il Pakistan a Est e con l' Irak e la Turchia a Ovest, mentre a Sud si affaccia sul Golfo Pesico e sul Golfo di Oman tra loro raccordati mediante lo Stretto di Hormuz.
Con una superficie di 1,648,196 Kmq, l'Iran è, per estensione, il quinto Paese dell'Asia.
Il terrritorio dell'Iran è costituito da un grande altipiano circondato su tre lati da catene montuose - Quella dell'Alborz a nord e quella dello Zagros a sud e ovest - mentre singole montagne si inalzano lungo il lato est.
Il Mar Caspio, a nord, è il più grande lago del mondo e ha una superficie di 370,000 kmq. Si tratta di un lago salato la cui superficie si estende, in media, a 30 metri sotto il livello dei mari.
L'intero Paese si trova in zona sismica e in questo secolo sono state registrate diverse scosse di notevole e entità.
L'altipiano centrale dell'Iran è prevalentemente desertico, costituito da sabbia oppure da limo e roccia compatta e, ad eccezione dei margini dove la pianura sale verso le catene dello Zagros e dell'Elburz, la maggior parte delle montagne sono collegate tra di loro e non raggiungono grandi altezze.
Le aree più depresse formano dei bacini che spesso si trasformano in acquitrini salati.
I due grandi deserti, il Dasht-e Kavir e il Dasht-e Lut, occupano gran parte della regione orientale e nord-orientale della pianura centrale.

Città principali e relativi abitanti


Tehran 6,8 milioni (1995)
Mashhad 2 milioni (1995)
Esfahan 1,9 milioni (1995)


Monti

Nome Località h.m.
Damavand Nord-est di Tehran 5761 m
Sabalan Ovest di Ardebil 4880 m
Takht-e-Soliman Nord Ovest di Tehran 4820 m
Taftan Sud di Zahedan 2042 m
Zard Kuh Bakhtiari   4309 m


Clima

Dovuto in parte alla sua altitudine, il clima dell'Iran registra una notevole escursione termica nnua. In quasi tutte le regioni, infatti, in inverno si possono raggiungere temperature bassissime, mentre in luglio il termometro sale abitualmente oltre i 40°. Le piogge regolari sono un fenomeno circoscritto alla fascia più settentrionale e a quella più occidentale del Paese. In conseguenza di quanto detto, le stagioni ideali per visitare l'Iran sono l'autunno e la primavera, sebbene anche l'inverno non sia inadatto. D'estate, invece, il clima torrido e secco potrebbe creare qualche problema. Il nord-ovest è la regione più fredda e piovosa: gli inverni dell'Azerbaijan e del Kurdistan sono a volte molto rigidi, con temperature che sogliono scendere abbondantemente sotto lo zero. In montagna non è raro che la neve duri fino in primavera o addirittura più a lungo. L'estate è relativamente mite, piacevoli sono sia la primavera che l'autunno. Rispetto agli standard iraniani le precipitazioni sono frequenti e raggiungono anche i 2.000 mm annui. Anche la regione che costeggia il Mar Caspio e che si estende a nord della catena dell'Elburz riceve piogge piuttosto abbondanti, raggiungendo una media annua di 1.300 mm. Gli inverni qui sono i più miti di tutto il settentrione. La primavera e l'autunno sono le stagioni migliori per visitare anche questa regione, sebbene anche in estate il clima in questa zona sia piuttosto piacevole, essendo il caldo più moderato rispetto alle località che si trovano più a sud. D'estate il Mar Caspio è una meta molto frequentata dagli iraniani. La regione nord-orientale è caratterizzata da inverni freddi, con temperature che scendono abitualmente sotto lo zero a causa della correnti di aria gelida provenienti dalla Siberia, le estati invece sono calde e secche. Il periodo ideale per un viaggio in queste zone va da aprile a maggio oppure da settembre a novembre. La piovosità annua raggiunge soltanto i 252 mm: le piogge più frequenti cadono intorno a marzo, mentre fra giugno e settembre non si vede quasi una goccia d'acqua. Aspro e inospitale è il deserto del Dasht-e Kavir, a sud-est di Teheran, dove l'estae è caldissima. In inverno le temperature possono scenderre anche parecchio sotto lo zero. Solo tra ottobre e dicembre il clima è accettabile. Nel Dasht-e Lut, se possibile, è ancora peggio: sprovvisto di fonti d'acqua, il deserto raggiunge il massimo grado di aridità. A Teheran, nell'altipiano centrale, il clima è molto variabile. Nei quartieri centrali e meridionali d'estate il caldo è opprimente, ma basta prendere un autobus e dirigersi verso le colline a nord della città perchè la temperatura scenda di diversi gradi. In compenso il caldo non è umido e la sera si gode di un'aria fresca. Gli inverni della capitale possono essere molto rigidi; la piovosità annua è di 240 mm circa. L'autunno ed i mesi tra marzo e maggio sono i momenti migliori per soggiornare a Teheran. Le regioni centrali dell'Iran sono molto calde d'estate: la temperatura aumenta man mano che si scende verso sud, diventando più sopporatbile nei punti che superano una certa altitudine. Gli inverni sono freddi ma non rigidi come nelle fasce più settentrionali e occidentali del Paese. Le piogge sono generalmente sporadiche e sparse. Proseguendo ancora verso sud e fermandosi in qualsiasi punto che disti all'incirca 200 km dal Golfo Persico, d'estate si troverà un caldo rovente (di norma fino a 45° o 50° C) e un'umidità quasi insopportabile. Putroppo non giunge un po' di sollievo neppure dopo il tramonto. Se possibile tra fine maggio e i primi di settembre è meglio evitare questa regione, che d'inverno invece diventa tiepida e molto piacevole. Nella zona sud-orientale dell'Iran le temperature scendono leggermente ed il clima è sempre secco, caldo d'estate e mite d'inverno. Nel Belucistan meridionale e lungo la costa del Golfo di Oman, il clima assomiglia a quello della zona del Golfo Persico, se non è addirittura più caldo, e d'estate è caratterizzato da venti molto forti. In tutto il sud-est piove pochissimo: i periodi più adatti per visitare la regione sono i mesi di marzo-aprile e ottobre novembre.


Organizzazione politica

Dal 1979 in Iran vige lo stato di Repubblica Islamica (Jomhuri-ye Eslami-ye Iran). L'Ayatollah Khomeini, tornato in patria dall'esilio il I° febbraio 1979 in seguito alla fuga dal Paese dello scià Reza Pahlavi, nominò un governo provvisorio ed assunse la direzione effettiva del Paese. Il I° aprile, a seguito di referendum, fu proclamata la Repubblica Islamica dell'Iran e in dicembre un altro referendum approvò una nuova Costituzione che prevedeva una guida religiosa del Paese; tale carica fu attribuita a vita all' Ayatollah Khomeini. Accanto alla figura della Guida Religiosa, la Costituzione della Repubblica Islamica dell'Iran prevedeva l'elezione di un Capo dello Stato: a tale carica fu eletto nel 1981 e riconfermato nel 1985 Ali Khamenei. Nel 1989 questi succedeva a Khomeini, morto in giugno, quale Guida Religiosa del Paese, e alla presidenza della Repubblica veniva eletto A.A. Rafsanjani. Una riforma costituzionale, approvata poco dopo, aboliva la carica di Primo Ministro e rafforzava i poteri presidenziali. A partire dal giugno 1997 la carica di Capo dello Stato è ricoperta da Mohammad Khatami.


Regioni

Regione Capoluogo

Regione

Capoluogo
Regione
Capoluogo
Tehran (Centrale) Teheran Kerman Kerman Ilam Ilam
Gilan Arak Khorassan Mashad Kohkiloyeh Boyer Ahmad Yasuj
Central Rasht Esfahan Isfahan Bushehr Bushehr
Mazandaran Sari Sistan Baluch-istan Zahedan Zanjan Zanjan
East-Azerbaijan Tabriz Kurdistan Sanandaj Semnan Semnan
West-Azerbaijan Orumieh Hamadan Hamadan Yazd Yazd
Kermanshahan Kermanshah Hormozgan Bandar-Abbas  
Khuzistan Ahwaz Chaharmaha Shahr-e-Kurd  
Fars Shiraz Lorestan Khorram-abad  

*Source:Statistical Center of Iran.

Le varie etnie

Il popolamento dell'Iran è conseguenza di una graduale conquista dell'altopiano da parte di genti indoeuropee che, provenienti dall'Asia centrale in grandi ondate migratorie, diedero paternità etnico-culturale agli Iranici. Queste popolazioni, stanziatesi nella regione del Fars nel cuore del Paese, formarono il nucleo centrale dell'Impero Achemenide. Le vicende storiche successive portarono l'antica Persia a contatto con Greci e Romani, finchè venne più volte sottomessa dagli Arabi con i quali conobbe, dopo quello determinato dagli Achemenidi, un nuovo e significativo impulso culturale. Vennero poi, dopo il Mille, le invasioni turche, quella mongola e quella di Tamerlano, che ebbero effetti sconvolgenti sul tessuto umano e sociale. Ciò nonostante, la popolazione persiana -con l'eccezione di alcune provincie periferiche- seppe mantenere, per il tramite soprattutto della lingua e della religione, una certa unità psicologica e culturale. La maggioranza della popolazione è a tutt'oggi costituita da Iranici o Ariani: Persiani in netta prevalenza, poi le tribù seminomadi degli Zagros (Lur, Bakhtiari e Curdi, questi ultimi in numero di circa 5 milioni), gli Armeni, i Beluci. Ad essi si affiancano le genti di origine turca quali gli Azerbaijani, i Turcomanni stanziati ad est del Mar Caspio, i Kashkai insediatisi nel Fars fin dal XVIII secolo, e inoltre Arabi lungo le rive del Golfo Persico.


Popolazione

L'Iran conta 67,3 milioni di abitanti al censimento del 1995, di cui 22.6 milioni circa vive in aree rurali mentre almeno 250.000 sono i nomadi. La restante popolazione è insediata in aree urbane. Il rapporto medio tra la popolazione e la superficie (34 abitanti per Kmq) mette in luce come come la copertura umana sia rarefatta, anche se va precisato che la metà almeno del territorio è inabitabile. L'Iran è un Paese in cui la popolazione aumenta molto velocemente e la percentuale dei giovani è molto alta (più del 50% della popolazione ha meno di 18 anni). Non si può fare a meno di ricordare i quasi tre milioni di profughi afghani che dall'inizio degli anni ottanta, in seguito all'occupazione del loro Paese da parte dei sovietici, hanno attraversato il confine ammassandosi in territorio iraniano. Il persistere di una situazione critica in Afghanistan, anche dopo la proclamazione della repubblica islamica a Kabul nel 1992, ne ostacola il rientro, con riflessi negativi sulle condizioni economiche e sociali del Paese ospitante.

Incremento demografico (%)
2,6 % (1990-1995)

Densità di popolazione (Abitanti per km2)
41 abitanti per km² (106,2 abitanti per mi²)(1995)
Popolazione urbana
59 % (1995)
Popolazione rurale
41 % (1995)
Speranza di vita alla nascita
femmine 68 anni (1995);maschi 67 anni (1995)
Gruppi etnici
Persiani 51%
Azerbaigiani 24%
Gilaki e Mazandarani 8%
Curdi 7%
Arabi 3%
Lur 2%
Baloch 2%
Turkmeni 2%
Altri 1%


Tasso di scolarizzazione (%)
Totale 72 % (1994)
Femmine 66 % (1994) Maschi 78 % (1994)


Lingua

Il persiano o farsi è una lingua indoeuropea. Al gruppo iranico dell'indoeuropeo appartengono anche il curdo, il pashto, parlato in Afghanistan e l'osseto, parlato da alcune popolazioni caucasiche. Lo sviluppo storico del gruppo linguistico iranico può suddividersi in una fase antica, una fase media e una moderna. L'antico persiano e l'avestico rappresentano la fase dell'antico iranico; l'avestico è la lingua dell'Avesta, cioè dei testi sacri della religione di Zaratustra, mentre l'antico persiano è la lingua delle iscrizioni cuneiformi achemenidi -le più importanti sono di Dario il Grande e di Serse- trovate a Persepoli, Naqsh-i Rustam e Susa. La fase media, documentata soprattutto in età sasanide (226-642), è caratterizzata dal pahlavi, nelle varianti principali del Nord-Ovest o arsacidico e del Sud-Ovest o mediopersiano. Quest'ultimo occupa nell'ambito della storia linguistica dell'Iran un posto di notevole rilievo perchè è l'anello di congiunzione tra l'antico persiano e il persiano moderno, nonchè lingua ufficiale dello stato sasanide e della religione mazdaica. Fra tutte le lingue e i dialetti iranici moderni il neopersiano, che si riconnette al pahlavi sasanidico, ha assunto notevole importanza in quanto lingua di cultura, attestata già nel IX secolo, periodo in cui il suo uso letterario veniva promosso in sostituzione all'arabo, divenendo poi lingua ufficiale dell'Iran. Questa lingua, che nacque circa mille anni fa, è oggi sostanzialmente loa medesima di quella dei grandi capolavori dell'età aurea. Nella fase moderna il persiano utilizza l'alfabeto arabo, adattato al persiano dopo l'introduzione dell'Islam, con l'aggiunta di quattro lettere ed ha inglobato nel suo lessico un notevole numero di arabismi. All'interno dell'Iran comunque si trovano anche altre realtà linguistiche: il curdo, lingua di origine pure indoeuropea, è parlato dalla minoranza curda ( 9%) della che vive nel Paese. L'armeno, pure esso del gruppo indoeuropeo, è usato dalla comunità armena (corrispondente a circa lo 0,5% della popolazione del Paese). Una consistente fetta della popolazione (circa il 26%), inoltre, stanziata nel nord-ovest del Paese, si esprime in azero, lingua affine al turco. Lungo il confine con la Turchia, inoltre, si parla spesso il turco così come l'arabo è diffuso nelle zone del Paese prospicienti il Golfo Persico.

Lingue per diffusione in percentuale:

Farsi persiano e dialetti persiani 58%
Turkic e dialetti turkic 26%
Curdo 9%
Luri 2%
Baloch 1%
Arabo 1%
Turkmeno 1%
Altre 2%


Religione

La Repubblica Islamica dell'Iran è, in massima parte, musulmana e l'Islam è la religione di Stato. Gli Iraniani seguono la setta islamica sciita e non quella sunnita che è la più diffusa. secondo i dati della statistiche ufficiali più recenti la popolazione è composta al 95% Musulmani sciiti, musulmani sunniti 4%, più uno 1% di zoroastriani, ebrei, cristiani e indù, sikh e altri.

Il fondatore della religione islamica, il profeta Maometto (Mohammad in persiano, Muhammad in arabo), nacque alla Mecca il 570 d.C. Al 610 risale la prima rivelazione di Allah: questa e tutte la visioni successive sono raccolte nel libro sacro dei musulmani, il Corano. Al 622 data la fuga di Maometto dalla Mecca insieme ai suoi discepoli: rifugiatisi a Medina,vi rimasero fino al 630, anno in cui si sentirono abbastanza forti per ritornare alla Mecca. Maometto morì nel 632, ma già vent'anni dopo la maggior parte dell'Arabia era convertita all'Islam. Nei secoli seguenti l'Islam si diffuse in ben tre continenti. Nell'Impero Persiano l'influenza musulmana (la religione islamica penetrò in Persia intorno al 650) contribuì ad una rinascita spirituale che avrebbe dato vita ad una straordinaria fioritura di artisti e poeti. Nella sua fase iniziale l'Islam subì una scissione che sopravvive fino ai nostri giorni. Nel 656 il terzo califfo, successore di Maometto, fu ucciso da Ali, genero del Profeta. Salito al potere, Ali fu a sua volta assassinato, nel 661, dal governatore della Siria che pretese di imporsi come califfo al posto dei discendenti di Ali. Oggi il 90% dei musulmani sono sunniti, vale a dire fedeli al califfo, mentre gli altri 3sono sciiti, seguaci dei discendenti di Ali. Soltanto in Iran gli sciiti costituiscono la maggioranza, ma esistono minoranze sciitanche in altri Paesi, sopprattutto in Iraq ed in Libano.

Il cristianesimo era largamente diffuso in Persia molto prima dell'introduzione dell'Islam. Nell'Iran odierno i cristiani sono per la maggior parte armeni: inizialmente si stabilirono a Jolfa, lungo il confine settentrionale dell'Iran, in seguito si spostarono a Isfahan, sotto la scià Abbas I. Accanto alla maggioranza armena vi sono comunità più ridotte di protestanti, cattolici, caldei e ortodossi.

In passato, fino all'epoca della conquista araba, lo zoroastrismo rappresentò il credo del Paese. Infatti i più antichi documenti diretti per la religione dell'Iran sono contenuti nell'Avesta, scrittura sacra dello zoroastrismo o mazdeismo; essi risalgono cioè ad un particolare movimento di riforma monoteistica condotto da Zaratustra (VII-VI sec. a.C. circa) in opposizione alla religione precedente. Il fuoco, adorato quale simbolo di Dio, nei templi deve bruciare 'perennemente' -a Yazd ce n'è uno acceso da 1.400 anni. La credenza nella purezza degli elementi impedisce agli zoroastriani di seppellire i morti (contaminerebbero la terra) o di cremarli (contaminerebbero il fuoco e l'aria). Pertanto le salme vengono esposte nelle cosiddette 'torri del silenzio' dove vengono ben presto consumate dagli avvoltoi. Oggi gli zoroastriani vivono soprattutto a Yazd (il loro centro per tradizione), Shiraz e Kerman.

Musulmani sciiti 95%
Musulmani sunniti 4%
Zoroastriani, ebrei, cristiani e baha'i 1%


Calendario Persiano

L'inizio dell'attuale calendario solare persiano, che discende direttamente dall'antico calendario zoroastriano, si fa risalire al giorno dell'equinozio di primavera dell'anno dell'Egira -la fuga del profeta Maometto dalla Mecca a Medina nel 622 d.C. Un anno ha 365 giorni (366 gli anni bisestili) e il suo capodanno (No Ruz), secondo il calendario occidentale, generalmente cade il 21 di marzo.

I mesi del calendario persiano sono:

Farvardin (Marzo 21-Aprile 20)
Ordibehesht (Aprile 21-Maggio 21)
Khordad (Maggio 22-Giugno 21)
Tir (Giugno22-Luglio 22)
Mordad=Amordad (Luglio 23-Agosto 22)
Shahrivar (Agosto 23-Settembre 22)
Mehr (Settembre 23-Ottobre22)
Aban (Ottobre 23-Novembre 21)
Azar (Novembre 22-Dicembre 21)
Day (Dicembre 22-Gennaio 20)
Bahman (Gennaio 21-Febbraio 19)
Esfand (Febbraio 20-Marzo 20)

I primi sei mesi dell'anno (da Farvardin a Shahrivar) sono di 31 giorni, gli altri cinque mesi (da Mehr a Bahman) sono di 30 e l'ultimo mese (Esfand) è di 29 giorni oppure 30 negli anni bisestili.

Per tutto quanto riguarda la vita religiosa, in Iran, come in tutti i Paesi islamici - in cui è usato ufficialmente-, ci si serve del calendario musulmano. Questo calendario iniza dal mese precedente all'Egira del Profeta ma, dal momento che si basa sull'anno lunare di 354 o 355 giorni, attualmente, rispetto al calendario solare persiano, presenta uno scarto di una quarantina di anni.

Anche i seguaci di Zoroastro hanno il loro calendario. Esso si basa sull'anno solare di 12 mesi, ognuno di 30 giorni, più 5 giorni aggiuntivi. La settimana non è contemplata in questo sistema e ciascuno dei 30 giorni porta il nome di un angelo o di un arcangelo che ne è anche il protettore. Nel calendario zoroastriano l'anno inizia in marzo con l'equinozio di primavera, consuetudine che è stata mantenuta dal caledario persiano entrato in uso successivamente.

I giorni della settimana

In Iran la settimana inizia il sabato (shanbeh) e termina il venerdì (jom'eh). Venerdì è giorno festivo in tutto l'Iran e alcuni uffici sono chiusi anche il giovedì.

Sabato Shanbeh
Domenica Yekshanbeh
Lunedì Dowshanbeh
Martedì Sehshanbeh
Mercoledì Chaharshanbeh
Giovedì Panjshanbeh
Venerdì Jom'eh

 

Festività

In Iran le festività possono essere religiose o nazionali. Le festività religiose vengono stabilite in base al calendario lunare musulmano. Le date pertanto, dal momento che dipendono da diverse osservazioni astrologiche e dalle autorità religiose coinvolte nelle ricorrenza, possono essere anticipate o posticipate di qualche giorno. Le festività si dividono in festività nazionale (legata all'Iran) e religiosa (Islamica) che hanno una caratteristica peculiare in quanto quelle nazionale sono legate al Calandario solare e allora sono stabile ma quelle sono legate al calandario lunare e prciò non sono fisse. Le festività nazionali invece vengono stabilite in base al calendario solare persiano e di solito cadono ogni anno lo stesso giorno.

il No Ruz

Per la maggioranza degli iraniani la ricorrenza non religiosa più importante dell'anno è il No Ruz, il lungo periodo di celebrazioni in occasione del capodanno persiano. Sin da tempi precedenti l'era achemenide l'arrivo della primavera veniva celebrato con grandi feste in tutta la Persia. In seguito si fece coincidere l'inizio dell'anno zoroastriano con l'equinozio di primavera. Accanto ai tradizionali banchetti e divertimenti, fanno parte del No Ruz (letteralmente 'nuovo giorno') anche diversi rituali di antichissima origine: alcuni hanno lo scopo di scacciare gli spiriti maligni e di propiziarsi la buona sorte per il nuovo anno, altri sono più strettamente legati allo zoroastrismo. Chaharshanbè-ye suri (l'ultimo mercoledì dell'anno persiano) è un giorno imporatnte che rientra nei preparativi alle celebrazioni del No Ruz. E' tradizione antichissima che, alla vigilia di questo mercoledì, gli iraniani accendano dei piccoli falò nelle strade, attraverso i quali tutti devono saltare per assicurarsi un po' di fortuna nell'anno avenire. Le fiamme, così dicono, liberano il corpo da ogni spirito maligno: il simbolismo di questo rituale è di origine puramente zoroastriana.

Festività nazionali (legate al calendario solare)

1-4 Farvardin (Marzo 21-24) Nowruz (New Year)
12 Farvardin (Aprile 1 ) Islamic Republic Day
13 Farvardin (Aprile 2 ) 13- Nowruz holiday
14 Khordad (Giugno 4 ) Ann. morte di Khomeini
15 Khordad (Giugno 5 ) Ann. 1963 uprising
22 Bahman (Feb. 11 ) Islamic Revolution Day
29 Esfand (Marzo 20) Nationalization of Iranian Oil Industry

Festività religiose (legate al calendario lunare)


Economia

Prodotto Interno Lordo (PIL) U.S.$110,77 miliardi (1992)
Spese U.S.$18 miliardi (1990)
Entrate U.S.$21,7 miliardi (1990)
Attivo U.S.$3,7 miliardi (1990)
Moneta 10 rial iraniani (IR) = 1 toman
Principali clienti Giappone, Italia, Francia, Paesi Bassi, Belgio, Lussemburgo, Spagna, Germania
Principali fornitori Germania, Giappone, Italia, Gran Bretagna, Francia
Esportazioni Petrolio, minerale ferroso, cemento; frutta fresca e secca, caviale; artigianato (tappeti, lavorazione di cuoio e pellami), tessuti
Importazioni Macchinari, prodotti farmaceutici, prodotti derivati dalla raffinazione del petrolio, assistenza tecnica, forniture militari, derrate alimentari
Industrie
Settori: petrolifero, petrolchimico, tessile, delle costruzioni (cemento, altri materiali), metallurgico, alimentare (raffinazione dello zucchero, olio); inoltre: attrezzature per trasporti, sigarette
Agricoltura Rappresenta circa il 21 % del PIL (1991); colture principali: frumento, orzo, riso, barbabietola da zucchero, canna da zucchero, uva, frutta, tè, noci, cotone; caviale; bestiame: ovini (carne, lana, latticini), caprini (carne, latticini), pollame. Il Paese non riesce a coprire del tutto il fabbisogno alimentare interno.
Risorse naturali Petrolio, gas naturale, carbone, cromo, rame, minerale ferroso, piombo, magnesite, gesso, zinco, baritina; sale